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(Durante una noiosissima lezione di grammatica, D’Antona sta leggendo sul libro...)

D’ANTONA: “Vincenzo batteva i denti...”

PROF. D’AMICO (interrompendo la lettura): Mai. Io sono come Chuck Norris, i denti battono per la paura che provoco io. Non c’è discussione.


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SHARI'AH
Viviana Caserza e Ahmed Fahaad | Religione | 03 gennaio 2014 alle 16:33:20

Nell’ambito musulmano viene chiamata il ‘’DIN’’, ovvero vivere secondo il volere di Dio, seguendo le leggi della Rivelazione divina, le quali sono alla base delle leggi effettive dello Stato. In Occidente, invece, le leggi dello Stato sono diverse da quelle religiose: reati e peccati sono concetti differenti per noi, ma del tutto identici per la Shari’ah.

Il libro sacro dei musulmani riporta chiaramente un codice disciplinare, che regola i rapporti con le altre persone, vi è quindi una pena ben precisa per ogni tipo di violazione.

Il Cristianesimo e l’Islam nascono in ambienti diversi dal punto di vista giuridico, poiché il Cristianesimo “dipendeva” dalle leggi scritte dettate dall’Impero Romano, mentre l’Islam nasce in un ambiente tribale e la Shari’ah si impose come diritto comune.

Nelle intenzioni degli islamisti, la Shari’ah si pone come una legge naturale e giusta, con la persuasione di affermarsi anche in Occidente. Le sue leggi appaiono chiare, ma in realtà la loro applicazione è molto complicata. I precetti della Shari’ah, oltre che derivare dal Corano e dalle “hadith” (detti attribuiti al Profeta), provengono anche dalla “Sunna”, ossia il commento degli esperti, non accettata però dagli Sciiti.

La Shari’ah può essere adattata al contesto economico e sociale, anche se i “fondamentalisti” sono contrari, preferendo seguire alla lettera ciò che viene espresso dal Corano. Per il mondo musulmano il problema più grave è proprio il fondamentalismo che lo isola dal progresso civile, rendendo così più difficile l’intesa con l’Occidente.

Il Cristianesimo ha un’organizzazione gerarchica ben precisa, distinguendo il clero dai credenti, mentre nel mondo dell’Islam non vi è alcuna distinzione, ma vi è chi si dedica alla guida religiosa, pur senza studi condivisi e secondo la propria personale interpretazione. Nel mondo islamico la Shari’ah si pone come legge, anche civile e penale, ma chi è che decide la sua applicabilità? A questa domanda non si riesce ad attribuire alcuna risposta e la cosa crea gravi problemi, aprendo la strada ad ogni estremismo.

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